L'avvocato Paolo Spanu è un penalista con sede legale a Roma ed è operativo su tutto il territorio nazionale.

Essere imputati in un processo penale, rappresenta una esperienza difficile e psicologicamente devastante che spesso si accompagna ad un senso di ingiustizia e profonda inquietudine.

 

Per questo, la scelta di un professionista che sappia affrontare il caso sottoposto dal Cliente con terzietà e tecnica, è fondamentale per una difesa penale che raggiunga i migliori risultati.

 

Un processo penale ha una durata che spesso travalica la ragionevolezza e la compatibilità con le normali esigenze di vita.

La semplice imputazione può avere effetti devastanti per un giovane alla ricerca di un lavoro o per la carriera lavorativa incluse le pubbliche funzioni dirigenziali o politiche.

 

Scegliere avvocato con una lunga esperienza in materia penale, che sa proporre la strategia più vantaggiosa e che ha difeso centinaia di persone con ottimi risultati è il migliore inizio.

 

Ogni caso viene analizzato dall'avvocato e seguito in maniera personalizzata, anche nella fase esecutiva quando, una condanna definitiva, impone una scelta efficace tra le misure alternative alla pena o quando, decorso il tempo prescritto dalla definizione del procedimento, è possibile cancellare il reato o riabilitare il proprio status con una istanza al Tribunale di Sorveglianza competente.

Il primo consulto generale sul caso è gratuito e senza impegno, sia di persona in ufficio, nel centro di detenzione o attraverso una videoconferenza.

 

Siamo in grado di rispondere alle vostre domande, spiegare le accuse contro di voi e le possibili difese o condanne che potreste ricevere durante il processo.  

 

Abbiamo le conoscenze e l'esperienza di cui avete bisogno sappiamo cosa fare e come farlo.

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Cliccando sul tasto Invia si acconsente al Trattamento dei Dati Personali nel rispetto delle normative vigenti

(ai sensi dell’art. 13 d.lgs. 196/2003).

Competenze

Atto di denuncia/querela e costituzione difensore di parte civile

Spaccio di Sostanze Stupefacenti

Testo unico sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990)

 

Delitti dei colletti bianchi (Reati contro la Pubblica Amministrazione)

Abuso di Ufficio, Corruzione, Concussione

​Responsabilità professionale medica

Risarcimento danni morali e materiali

 

Delitti contro il patrimonio e la persona

Furto, Rapina, Ricettazione, Omicidio, Estorsione,Truffa,Violenza

sessuale, Stalking

Reati contro l'onore

Ingiuria, diffamazione, diffamazione a mezzo stampa

 

Reati commessi nella circolazione stradale

Guida in stato di ebbrezza - Autovelox - Omissione di soccorso

 

Reati Tributari

Bancarotta, reati tributari, reati ambientali, truffe, false comunicazioni sociali, reati inerenti ad attività imprenditoriali.

Tribunale di Sorveglianza

Le misure alternative alla pena

Anche dopo l'eventuale condanna, la legge prevede la possibilità di richiedere, a certe condizioni, le c.d. "misure alternative alla pena".

In questa fase è fondamentale la collaborazione tra l'avvocato penalista, il soggetto condannato e i suoi familiari.

 

In particolare, con le misure alternative alla detenzione si consente, al soggetto che ha subito una condanna, di scontare, in tutto o in parte, la pena detentiva fuori dal carcere.

 

Le misure alternative alla detenzione, regolate dagli artt. 47-52 della legge 354/1975 sull’ordinamento penitenziario, si applicano esclusivamente ai detenuti definitivi (cioè con sentenza non più impugnabile) e sono principalmente:

  • l'affidamento in prova al servizio sociale

  • la detenzione domiciliare

  • la semilibertà

  • la liberazione condizionale

  • l'espulsione in alternativa alla detenzione per i cittadini stranieri

 

Condizioni particolari vengono stabilite per i tossicodipendenti che intendono  sostenere un programma terapeutico, concordato con una unità sociale socio-sanitaria, contro l’abuso patologico di sostanze stupefacenti o bevande alcooliche

Le misure alternative vengono richieste al Tribunale di Sorveglianza competente che decide dopo un udienza in camera di consiglio.

E' molto importante valutare il momento in cui chiedere le misure; infatti, in caso di condanna definitiva inferiore ai tre anni l'ufficio esecuzione della Procura della Repubblica notifica un ordine di esecuzione con contestuale sospensione:

Istanza di Riabilitazione

Con la Riabilitazione si ottiene il beneficio di cancellare gli effetti penali di precedenti reati stabiliti da una sentenza di condanna.

Il risultato è quindi di ritornare incensurati, senza alcun precedente iscritto sul certificato penale del casellario giudiziale.

Per richiedere la riabilitazione l'art. 179 c.p. prevede che sia trascorso un periodo di almeno 3 anni dal giorno in cui è stata eseguita la pena inflitta con la sentenza di condanna.

In altre parole la pena prevista nella sentenza di condanna deve essere integralmente scontata (in carcere o nelle misure alternative) o la multa pagata ( salva l'ipotesi in cui era stata disposta la sospensione condizionale della pena, perché in questo caso si intende dal giorno in cui la sentenza è diventata definitiva).

Il temine è, invece, di 8 anni se il richiedente era stato dichiarato recidivo aggravato ai sensi dell'art. 99 del codice penale.

 

Un altro requisito molto importante per ottenere  la riabilitazione è il pagamento allo Stato delle spese del procedimento penale previste nella sentenza e quelle di mantenimento in carcere oltre al risarcimento dei danni alla parte offesa dal reato.

Da evidenziare che occorre inviare al danneggiato una disponibilità al risarcimento del danno con la formalità dell' "offerta reale" prevista dal codice civile e quest'ultimo dovrà dichiarare con uno scritto di essere soddisfatto per quanto ricevuto.

Se l'offerta non viene accettata il Giudice può comunque concedere la riabilitazione se ritiene che il richiedente abbia fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per risarcire il danno.

 

Il danno va risarcito anche se l’azione civile è prescritta o quando non esiste una persona fisica danneggiata (per lesione di interessi generali come ad esempio un danno ambientale): in questo caso si potrà inviare una somma di denaro ad associazione senza scopo di lucro.

Ultimo requisito necessario è la Buona Condotta.

Il richiedente deve quindi dimostrare di avere vissuto negli anni successivi alla condanna eseguita con un comportamento ineccepibile: a questo proposito, il Tribunale di Sorveglianza incarica la Polizia di effettuare gli opportuni accertamenti sulla persona.

Per ottenere il beneficio della riabilitazione sono, pertanto, necessari precisi requisiti.

A questo fine, il richiedente, insieme all'avvocato penalista, si deve premunire di reperire tutta la documentazione utile da allegare insieme alla domanda per ottenere il beneficio.

Quanto ai tempi, attualmente il Tribunale di Sorveglianza di Roma risponde mediamente dopo 1 anno e qualche mese dalla richiesta.

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