• Avvocato Paolo Spanu

Sul criterio legale di ripartizione delle spese condominiali ex art. 1123 del codice civile

LA DELIBERA CONDOMINIALE CHE MODIFICA IL CRITERIO LEGALE DI RIPARTIZIONE DELLE SPESE È IRRIMEDIABILMENTE NULLA.

Così ha stabilito la Suprema Corte con la Sentenza n. 1898 del 25 gennaio 2017.



Di seguito il testo completo:

Civile Sent. Sez. 2 Num. 1898 Anno 2017 Presidente: MAZZACANE VINCENZO Relatore: CORRENTI VINCENZO Data pubblicazione: 25/01/2017


SENTENZA


sul ricorso 20511-2012 proposto da: CONDOMINIO ------ elettivamente domiciliato in ROMA, ------, presso lo studio dell'avvocato ------, rappresentato e difeso dall'avvocato ------;

- ricorrente -

contro

------- elettivamente domiciliato in ROMA, ------ presso la CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'avvocato ------;

- controricorrente -


avverso la sentenza n. 116/2011 della CORTE D'APPELLO di CAMPOBASSO, depositata il 09/07/2011; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 02/12/2016 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;

udito l'Avvocato -------, difensore del ricorrente che ha chiesto l'accoglimento del ricorso; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CARMELO SGROI che ha concluso per l'accoglimento del I ° motivo, assorbiti i restanti motivi del ricorso.


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO


Il GP di Campobasso, decidendo sull'opposizione a d.i. proposta da ------ contro il condominio ------, rigettava l'opposizione e dichiarava l'incompetenza a decidere sulla riconvenzionale di nullità delle delibere assembleari rimettendo al Tribunale che rigettava la domanda con condanna alle spese. La Corte di appello, con sentenza 9.7.2014, accoglieva invece l'impugnazione, dichiarava la nullità delle delibere condominiali di cui al paragrafo 2.1 della sentenza e non dovuto il pagamento preteso dal Condominio, richiamando la giurisprudenza di questa Corte in tema di nullità delle delibere assembleari ( S.U. n. 4806/2005) e sottolineando che non si era proceduto alla ripartizione in concreto delle spese relative agli oneri straordinari ma introdotto un autonomo criterio di liquidazione ( parti uguali per 18 posti auto) in deroga ai criteri di ripartizione di cui all'art. 1123 I cc e delle tabelle. Ricorre il condominio con tre motivi, resiste ------.


MOTIVI DELLA DECISIONE


Col primo motivo si deducono violazione di legge e vizi di motivazione in relazione agli artt. 1123, 1135, 1137, 63 e 68 disp. att. cc e 113 cpc perché la spesa è stata ripartita tra i proprietari interessati ed in ogni caso trattavasi di delibera annullabile da impugnare entro trenta giorni. Col secondo motivo si lamentano violazione degli artt. 1123, 1135 e vizi di motivazione trattandosi di spese per la realizzazione di un servizio. Col terzo motivo si denunziano violazione degli artt. 1123, 1135, 1136, 1137 cc e vizi di motivazione. Ciò premesso, si osserva:


Come dedotto, la sentenza ha richiamato la giurisprudenza di questa Corte in tema di nullità delle delibere assembleari ( S.U. n. 4806/2005) sottolineando che non si era proceduto alla ripartizione in concreto delle spese relative agli oneri straordinari ma introdotto un autonomo criterio di liquidazione ( parti uguali per 18 posti auto) in deroga ai criteri di ripartizione di cui all'art. 1123 I cc e delle tabelle.


L'art. 1123 cc prevede la regola generale della ripartizione in misura proporzionale al valore della proprietà, salvo diversa pattuizione, e, se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all'uso che ciascuno può farne.


Il ricorso deduce che va applicato il II comma e non il I dell'art. 1123 cc perché trattasi di opere destinate a servire i condomini in misura diversa e che il posto auto interessa solo i condomini proprietari di automobili e nella premessa in fatto riconosce che il d.i. riguardava una esposizione debitoria di euro 1.201,99 e che tra queste somme vi era anche la quota parte per lavori straordinari di realizzazione di posti auto ( asfalto nel piazzale e recinzione dell'area).


E' pacifico che è nulla, anche se addirittura assunta all'unanimità, la delibera che modifichi il criterio legale di ripartizione delle spese ( Cass. 23.3.2016 n. 5814) e che costituisce innovazione vietata ai sensi dell'art. 1120 II cc l'assegnazione in via esclusiva e per un tempo indefinito, di posti auto all'interno di un'area condominiale, in quanto determina una limitazione all'uso ed al godimento che gli altri condomini hanno diritto di esercitare sul bene comune ( Cass. 27.5.2016 n. 11034) ma proprio la sentenza delle S.U. richiamata in sentenza consente di distinguere tra delibere nulle ed annullabili.


Non sui tratta, nella fattispecie, di modifica dei criteri legali ma di ripartizione delle spese per posti auto tra i beneficiari, donde l'annullabilità e l'accoglimento del primo motivo, con cassazione della sentenza e decisione nel merito.


PER QUESTI MOTIVI


La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda. Condanna il resistente alle spese del giudizio di legittimità in euro 2200 di cui 2000 per compensi, oltre accessori e compensa quelle di appello.


Roma 2 dicembre 2016.

Il Presidente

Il consigliere Estensore

DEPOSITATO IN CANCELLERIA Roma, 25 GEN, 2017

Studio Legale Avvocati

PAOLO SPANU- ANDREA RANIERI

& PARTNERS

Avvocato Cassazionista Penalista Civilista Roma

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